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AcquaPilates, lo sport che fa bene al corpo e alla mente

Postato il 24 febbraio 2013 Autore in Benessere | Nessun Commento per ora

21 feb

A seguito dell’ampia diffusione del Pilates, in molte palestre sta prendendo piede una nuova disciplina, figlia degli insegnamenti di Joseph Pilates e delle nuove tendenze del wellness: l’Acqua Fit Lates o AcquaPilates.  Le posizioni del Pilates classico, vengono studiate e riadattate per l’esecuzione in acqua.
Altra componente importante dell’AcquaPilates è sicuramente l’acqua, o meglio la pratica dell’attività fisica in acqua. Gli esseri umani sono fatti di acqua, almeno il 70% del corpo è costituito da questo liquido indispensabile.
L’acqua è essenziale per la sopravvivenza dell’individuo e risulta molto utile per la pratica di diversi sport. Uno dei vantaggi più importanti offerti da questo liquido è la parziale assenza di gravità.

Benefici tipici

  • È più adatta per coloro che hanno problemi osteo-articolari come anziani, obesi, persone reduci da un infortunio. I movimenti in acqua realizzano un carico articolare minore rispetto a quelli eseguiti a terra.
  • Oltre ad aspetti funzionali, l’acqua ha innumerevoli vantaggi anche sotto il profilo psicologico. Pensiamo ad esempio alle persone in soprappeso, spesso evitano l’attività fisica perché hanno pudore di mostrarsi in pubblico. Nell’acqua, questo problema viene superato in quanto protegge e maschera i gesti, permettendo a tutti di esprimersi liberamente in armonia col proprio corpo.
  • Stimola maggiormente la microcircolazione della cute con un vantaggio riflesso sia a livello degli arti inferiori (diminuisce il classico gonfiore tipico delle donne) che a livello psicofisico.
  • Dona sollievo alla schiena nonché un benessere psicofisico generale.
  • Ha una viscosità maggiore dell’aria quindi la resistenza offerta è maggiore. Questo fattore ha una duplice valenza: da un lato aiuta a mantenere le posizioni del Pilates soprattutto le più difficili, dall’altro crea una maggiore resistenza muscolare, in altre parole si fa più fatica durante i movimenti e meno a trattenerli.

Mettendo insieme i vantaggi del Pilates alla pratica dell’attività fisica in acqua nasce l’AcquaPilates

I movimenti vengono eseguiti con l’acqua che arriva alla vita o appena sotto al petto o completamente immersi, in base al tipo di esercizio. Per le prime lezioni, si può iniziare con una serie di esercizi di riscaldamento generale per prendere confidenza con le nuove tecniche ed il nuovo ambiente di lavoro, l’acqua. La temperatura della piscina deve essere compresa tra i 22 ed i 24°C. Il Pilates è un lavoro che richiede tempo e pazienza, l’acquisizione dei gesti motori, il controllo del corpo e della respirazione, la concentrazione si raggiungono solo dopo diverse sedute di allenamento. È inimmaginabile diventare bravi nel Pilates dopo appena un mese di lezioni. Per questo, è consigliato alle persone che si avvicinano all’AcquaPilates di maturare prima una discreta esperienza nel Pilates classico. In mancanza di questo prerequisito, è opportuno partire con un lavoro minimo di base a terra, almeno 3 o 4 sedute, prima di prima di tuffarsi nell’Acquapilates. Per le donne in gravidanza, sia quelle che già facevano Pilates che le altre che iniziano da zero, l’AcquaPilates rappresenta una attività in grado di regalare innumerevoli vantaggi; l’acqua, infatti, permette di modulare l’intensità dello sforzo. Alcune posizioni del Pilates sono sconsigliate alle donne incinte dopo i primi mesi di gravidanza. Con l’AcquaPilates, una futura mamma potrebbe proseguire l’attività sino alle ultime settimane prima del parto e riprenderla dopo un tempo veramente breve.  Visto che l’allenamento viene svolto in acqua, una volta imparate le posizioni base sarà possibile praticarle in mare durante le vacanze estive, per non perdere del tutto l’allenamento e la forma fisica.

Come si svolge una lezione

L’Acquapilates è una attività giovane e come tale è soggetta a continue variazioni ed aggiornamenti. Gli esercizi utilizzati, sono quelli classici con alcune varianti, eccezioni ed adattamenti dovuti al diverso ambiente di lavoro. Alcuni esercizi supini o proni potranno essere eseguiti mentre altri no. Per farlo sarà utile servirsi dell’acquatube e anche delle corde di separazione delle corsie per sorreggere i piedi. Alcuni esercizi saranno fatti in stazione eretta con l’acqua all’altezza della vita o delle spalle. Si utilizzeranno i piccoli attrezzi come supporto all’allenamento, in particolare l’acquatube.  Movimenti supini come cerchi o archi femorali , bicycle, criss-cross potranno essere eseguiti tenendo le mani sul bordo della piscina e mettendo sotto la schiena l’acquatube, trasversalmente alla zona lombare o longitudinalmente lungo tutta la colonna vertebrale.  Altri esercizi tipo l’hundreed potranno essere eseguiti a ginocchia flesse, poggiando i polpacci sul bordo della piscina.  Esercizi seduti tipo mermaid (sirenetta) potranno farsi in posizione eretta con l’acqua sino al torace, tenendo contemporaneamente il ring tra le cosce. In questa stessa posizione, si potranno eseguire molteplici esercizi con braccia e gambe (tipo standing balance) ed altri posizionando il ring tra le braccia, le gambe o entrambi gli arti.  Se la piscina ha degli scalini, è possibile mettersi ai bordi degli stessi per effettuare movimenti proni (sguardo verso il basso) con braccia e gambe distese tipo leg-pull down, leg-pull up, side kick. Esercizi di questo tipo potranno essere compiuti anche con l’ausilio dell’acquatube tra le mani ed i piedi sopra le corde della piscina.  Un valido supporto all’allenamento è rappresentato anche da bande elastiche e molle vibranti che potranno essere ancorate sui bordi della piscina per allenare braccia e gambe.

Silvia Trevaini

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