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Addio al mal di schiena con il Metodo Feldenkrais

Postato il 19 settembre 2014 Autore in Benessere | Nessun Commento per ora

ginnastica_donnaIl cosiddetto “Metodo Feldenkrais” viene talvolta considerato impropriamente una forma di ginnastica dolce o una tecnica di rilassamento.  Si tratta, invece, di un particolare processo di apprendimento individuale basato su una stretta integrazione tra movimenti, sensazioni, sentimenti e pensiero che ha come fine il funzionamento efficiente del corpo umano.

A partire dalla consapevolezza del proprio corpo, dei suoi limiti, delle sue potenzialità, delle sue azioni e reazioni, il Metodo Feldenkrais, consente di individuare, ridurre o evitare dolori, malesseri psicofisici, riduzioni posturali o funzionali e a ristabilire un tono muscolare equilibrato in tutto il corpo.

Oltre a ciò, tale metodo è particolarmente apprezzato nel mondo dello spettacolo e dello sport poiché porta ad incrementare la precisione, la forza, la resistenza e la coordinazione motoria che alla base di ogni prestazione di qualità, atletica o artistica.  Alcuni studi svolti con danzatori hanno confermato l’influenza positiva di questo approccio con conseguente miglioramento della tecnica, dell’apprendimento e della percezione, dell’immagine del corpo e della qualità della rappresentazione. Molti usano quindi le lezioni Feldenkrais come riscaldamento prima dello spettacolo.

Nello sport l’applicazione di questo metodo ha dato grandi risultati nella corsa, nello sci, nel golf, nel tennis e nelle arti marziali.  Si tratta di un lavoro raffinato di presa di coscienza delle sensazioni provenienti dal proprio corpo e dall’osservazione non del movimento in sé, ma di “come” il movimento viene eseguito con la richiesta sottesa, quindi, di “imparare ad imparare” ed imparare è certamente diverso dal fare. Migliorando la consapevolezza di sé si arriva ad aumentare la maturazione del sistema nervoso e quindi si giunge ad apprendere delle sequenze di movimenti in maniera più efficace di quanto siano lo sforzo e la forza di volontà secondo il principio del minimo dispendio di energia per il massimo d’efficacia.  Si acquisiscono via via nuovi schemi di azione che portano a movimenti consapevoli risultanti dall’azione congiunta tra mente e corpo. Ciascuno giunge così a fare le cose che sa fare in modi diversi e nello stesso tempo può liberare se stesso da comportamenti stereotipati e da movimenti abituali eseguiti meccanicamente, spesso causa di blocchi e di irrigidimenti.  È stata questa l’idea innovativa di Moshe Feldenkrais (1904-1984) ingegnere e fisico israeliano di origine russa che dopo aver svolto particolarissimi studi sull’anatomia, sulla psicologia e neurofisiologia umana e soprattutto infantile, mise a punto sequenze di movimenti ed esercizi che divennero veri e propri processi di apprendimento per il funzionamento ottimale del corpo.

In particolare furono importanti gli studi che egli fece intorno ai processi di Apprendimento Infantile, allo Sviluppo Motorio del bambino e dello struttura-funzione del corpo e del cervello poiché proprio attraverso quei movimenti che simulano l’apprendimento naturale dei bambini, si può esplorare in maniera accurata il sistema muscolare nella sua integrità, stimolando in particolar modo il funzionamento dei muscoli che non vengono mai sollecitati.

Principi di riferimento del Metodo Feldenkrais:

Durante una lezione, all’inizio la persona è supina e le si chiede di imparare ad ascoltarsi, ad esaminare il contatto del proprio corpo con il pavimento e il livello di tensione e/o di rilassamento dei propri muscoli.  Si invita a svolgere ogni esplorazione e movimento con lentezza di esecuzione per poter scoprire l’energia superflua parassita e permettere la sua parziale eliminazione.

L’apprendimento deve essere gradevole e facile.

È necessaria fin da subito la riduzione graduale dello sforzo inutile per aumentare la sensibilità cinestesica, senza la quale la persona non può autoregolarsi.

Occorre prima pensare al movimento migliore piuttosto che a quello giusto, perché il “meglio” può essere migliorato, il giusto rimane per sempre il limite.

Di solito i movimenti preliminari non evocano l’atto finale, così ognuno si sente a proprio agio senza sentirsi costretto ad ottenere dei risultati. Spostando l’attenzione sui mezzi di conseguimento invece che sul bisogno di riuscire si facilita, si velocizza e si semplifica il processo di apprendimento.

È importante non avere alcuna “intenzione” di essere corretti, perché gli errori non possono essere evitati quando si sta apprendendo.

Ogni movimento deve essere fatto facilmente; il limite dell’ampiezza deve essere il punto in cui si avverte una leggera tensione o sforzo.

Per apprendere e cambiare è necessario divertirsi, quindi quando ci si sente stanchi è tempo di fermarsi.

Ogni tanto è possibile lavorare solo mentalmente, immaginando i movimenti della lezione appresa senza eseguirli; ciò induce un notevole cambiamento nei muscoli e nelle articolazioni impegnate.

Un corso di Feldenkrais, prevede due forme: una individuale ed una di gruppo.

 L’insegnamento individuale: l’Integrazione funzionale:

ede coinvolti l’insegnante e la persona da trattare. Nell’integrazione funzionale si comunica attraverso il tatto. L’insegnante non è passivo ma sente che cosa è necessario per l’apprendimento dello studente e attraverso il doppio anello del feed-back studente-insegnante, si sperimentano nuovi pattern di possibilità. Questo tipo di comunicazione richiede sincronia e un attivo collegamento dei processi motori e sensoriali di entrambi i protagonisti.

Questa tecnica è efficace perché la persona che vi ricorre, che può aver subito interventi chirurgici, amputazioni di arti, o che soffre di paralisi cerebrale, non è in grado di aiutarsi; la persona si allontana man mano da quanto accade nel mondo esterno ed è completamente assorbita dai propri cambiamenti interni.

Viene utilizzata anche da artisti, atleti e da chiunque desideri un miglioramento più rapido.

Lezioni di Gruppo:

Il corso consiste, in genere, in lezioni settimanali o bisettimanali della durata di circa 60 minuti.

Il momento migliore per fare queste lezioni è la sera prima di addormentarsi, o almeno un’ora dopo la cena. Sarebbe meglio andare a letto appena terminato, perché calando la tensione mentale e muscolare il sonno sarà migliore. Al mattino appena alzati è auspicabile riprendere e ricordare le sensazioni provate la sera durante la lezione e ripetere alcuni movimenti che si ricordano .

Il luogo più adatto per lavorare è un area del pavimento coperta da un tappeto o da una stuoia.

È meglio indossare pochi indumenti che devono essere comodi e non ostacolare i movimenti o la respirazione.  Le lezioni vengono indirizzate sull’approfondimento, pratico, di una funzione motoria specifica: alzarsi, sedersi, girarsi, afferrare qualcosa, respirare, camminare. L’insegnante trasmette verbalmente come eseguire determinati movimenti, ma mai dimostra egli stesso come svolgerlo.  In questa maniera lo studente deve giudicare e decidere in base alla propria personale esperienza quale modo di muoversi sia migliore per lui, e tale processo conduce a migliorare la funzione motoria attraverso movimenti piacevoli e inusuali, volti a raggiungere la consapevolezza della relazione tra corpo e mente e della sua armonia.

Silvia TrevainiSilvia Trevaini

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