© 2011 Benessere.me

Aids: da conferenza Ias Roma appello a Iran, liberare medico in carcere

Postato il 19 luglio 2011 Autore in Benessere | Nessun Commento per ora

Roma, 19 lug. (Adnkronos Salute) – Liberare il dottor Arash Alaei dalla prigione di Evin, nella quale e’ stato rinchiuso nel 2008 a causa della sua attivita’ di cura e ricerca contro l’Hiv/Aids. E’ l’appello al Governo dell’Iran lanciato oggi dalla sesta Conferenza della International Aids Society (Ias 2011) a Roma. Presente nella Capitale, alla conferenza stampa per rilanciare il caso, anche Kamiar Alaei, rilasciato dopo 870 giorni di prigionia insieme al fratello Arash, che però è ancora dietro le sbarre.
Arash e Kamiar sono stati arrestati nel giugno del 2008 con l’accusa di aver ‘comunicato con Governi nemici’ durante la loro attivita’ nazionale e internazionale di medici esperti di Hiv/Aids impegnati in campagne di prevenzione e di cura.
“Tutto quello che abbiamo fatto – ha detto Kamiar, docente alla State University di New York ad Albany (Usa) – e’ dedicarci all’Aids e a tutte le aree che ne vengono toccate: la cultura, la medicina, la vita sociale. Il nostro programma era stato approvato dalle autorita’ iraniane e noi conosciamo la religione islamica e sappiamo che non vieta di comunicare con altre persone. Tutto era chiaro e trasparente. Ma sfortunatamente siamo stati arrestati”.
“In prigione – racconta ancora il medico – abbiamo proseguito la nostra attivita’, dedicandoci ai carcerati e insegnando loro dalle piu’ semplici regole di igiene, quella ad esempio di lavarsi bene le mani, fino a dare informazioni importanti sui danni del fumo. E’ stato difficile, ma lo abbiamo fatto”.
“Speravo che mio fratello – prosegue – fosse liberato dopo aver scontato meta’ della sua pena, in virtu’ di una legge iraniana che lo prevede per le persone incarcerate per la prima volta nella loro vita. Ma quel tempo e’ gia’ passato e il suo caso e’ stato dimenticato o sommerso dalla burocrazia. Per questo rilanciamo l’appello”, sottolinea.
Il presidente della Ias, Elly Katabira, ha aperto la conferenza di Roma proprio focalizzandosi sul caso di Arash Alaei e molti relatori hanno cominciato le loro sessioni facendo lo stesso. “Ringraziamo tutti – ha detto Kamiar – e anche coloro che in questi anni hanno organizzato campagne di sensibilizzazione”. E’ online una petizione al Governo della Repubblica islamica dell’Iran da firmare all’indirizzo IranFreeTheDocs.org.

Continua a Leggere sul sito :Adnkronos – Benessere

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>