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Cosa fare in caso di attacco epilettico e cosa evitare

Postato il 11 agosto 2012 Autore in Benessere | Nessun Commento per ora

Un attacco epilettico può colpire quando meno lo si aspetta. In genere chi sa di soffrire di epilessia tiene sotto controllo questi eventi assumendo dei farmaci, ma cosa bisogna fare se ci si trova di fronte ad una persona in preda ad una crisi improvvisa?

Prima di tutto bisogna tener presente che anche nella maggior parte dei casi gli attacchi epilettici si risolvono senza bisogno di un particolare intervento. Nel momento della crisi le cellule nervose non comunicano più correttamente e ciò manda completamente fuori controllo azioni, pensieri e movimenti, ma una volta che l’attacco epilettico è finito chi ne è stato colpito riprende gradualmente coscienza e controllo del proprio corpo.

Ciò non significa che chi è in preda ad una crisi epilettica non abbia bisogno di aiuto. Quando una persona che soffre di epilessia perde conoscenza, si irrigidisce all’improvviso e inizia ad avere convulsioni è indispensabile mantenere la calma, tenere alla larga i curiosi e:

  • prendere nota di ora e durata della crisi;
  • evitare che la vittima si faccia male, spostando gli oggetti pesanti, mettendo qualcosa di morbido sotto alla sua testa della vittima e slacciandole i vestiti se sono troppo stretti;
  • girare con delicatezza la persona sul fianco per aiutarla a respirare;
  • se sembra riprendere conoscenza, cercare di comunicare e di rassicurare la vittima;
  • passata la crisi, girare la persona sul fianco sinistro e rimanere con lei per una ventina di minuti, assicurandosi che non soffochi in caso di vomito;
  • se l’attacco epilettico colpisce una persona mentre è in acqua (ad esempio in piscina o mentre fa il bagno) bisogna sostenerla in modo che il viso stia sopra la superficie, tirarla fuori dall’acqua appena le terminano le convulsioni, controllare che respiri e chiamare un’ambulanza, perché l’acqua inalata potrebbe danneggiare cuore o polmoni;
  • se l’attacco epilettico colpisce una persona mentre è seduta, non spostarla, ma impedirle di cadere: la sedia, se stabile, offre un sostegno. Solo se la bocca è ostruita, ad esempio da vomito, sdraiarla su un fianco, altrimenti sostenere la testa appoggiandola su qualcosa di morbido. Spostare eventuali oggetti che potrebbero ferire braccia o gambe.

Al contrario, non bisogna mai limitare i movimenti di chi è colpito da un attacco epilettico, non cercare di mettergli nulla in bocca e non dargli acqua, pillole o cibo finché non ha ripreso totalmente coscienza.

Se la crisi è molto lunga, se è seguita immediatamente da un altro attacco o se la vittima non riprende coscienza al termine delle convulsioni bisogna chiamare un’ambulanza. L’intervento di personale specializzato è indispensabile anche in caso di ferite, se la persona è incinta o soffre di diabete o se si tratta del primo attacco epilettico di cui è vittima. E, naturalmente, ogni volta che c’è il dubbio che non si sia risolto tutto per il meglio.

Via | Foto | Flickr

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