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Distorsione alla caviglia: i rimedi e i tempi di recupero

Postato il 13 agosto 2012 Autore in Benessere | Nessun Commento per ora

La distorsione alla caviglia è la lesione muscolo-scheletrica più frequente. Capita quasi a tutti prima o poi nella vita ed in particolare a chi fa sport in cui la caviglia viene stressata spesso, come si verifica nella pallavolo o nel basket. Migliaia di persone ogni anno si recano al pronto soccorso per una distorsione alla caviglia, nella maggior parte dei casi non si tratta di traumi preoccupanti. Ad ogni modo è sempre bene farsi controllare da un esperto, perché in caso di distorsioni gravi si possono riportare conseguenze a lungo termine sull’articolazione.

La distorsione è causata dall’applicazione sui legamenti di una forza maggiore di quella che riescono a reggere. Ciò avviene frequentemente nel caso in cui il proprio peso viene applicato sul piede non in posizione corretta, ad esempio quando si atterra male dopo un salto. Il piede si gira verso l’interno e la torsione innaturale porta alla distorsione. Questo è il caso più frequente chiamato inversione, mentre raramente può avvenire anche l’eversione, cioè il giramento del piede verso l’esterno.

Nei casi più lievi (e più comuni) si parla di distorsione benigna in quanto si ha solo un distaccamento della fibra del legamento laterale esterno. La distorsione si manifesta con gonfiore (passa in pochi giorni) e l’impossibilità di appoggiare il piede durante la convalescenza. Si parla di distorsione media quando c’è una rottura dei legamenti, mentre c’è distorsione grave, a sua volta suddivisa in primo, secondo e terzo grado, a seconda del numero dei legamenti rotti e delle ossa danneggiate.

Il sintomo più immediato della distorsione alla caviglia è un gonfiore che aumenta di minuto in minuto e fa sentire la pelle morbida e liscia. Il dolore non si manifesta subito, tanto che una persona che ha subìto una distorsione riesce a camminare per un po’. Quando però, qualche minuto dopo, il dolore sopraggiunge, diventa insopportabile e non si riesce più nemmeno a poggiare il piede a terra. A quel punto la caviglia diventa anche rossa e calda.

In caso ci siano fratture, il dolore avvertito è molto forte anche senza appoggiare il peso sul piede ed il ricovero dev’essere immediato. Veniamo ai rimedi: subito dopo la distorsione è importante mettere a riposo il piede, evitando di camminare, non muovere l’articolazione, posizionare una borsa del ghiaccio sulla caviglia (il ghiaccio non deve andare a diretto contatto con la pelle) e, se possibile, evitare di togliere la scarpa per non favorire il gonfiore. Il ghiaccio dev’essere applicato per non più di 15-20 minuti fino a 4 volte al giorno. Dopo aver tolto la scarpa bisogna cercare di comprimere la parte infortunata con un tutore o una stecca. Il piede inoltre deve stare sollevato, bastano anche dei cuscini sotto la caviglia quando si è a letto. L’ideale è posizionarlo appena al di sopra del livello del cuore.

I sintomi che devono far correre in ospedale sono:

  • dolore grave e incontrollato;
  • impossibilità di effettuare anche un minimo movimento con la caviglia;
  • deformità del piede, a prescindere dal normale gonfiore;
  • sporgenze ossee evidenti o dolore provocato dal semplice tocco del malleolo;
  • perdita di sensibilità del piede o delle sue dita;
  • dolore o gonfiore nella parte posteriore del piede come nella zona del tendine d’Achille;
  • incapacità di muovere le dita del piede;
  • dolore o gonfiore nella parte superiore della gamba o al polpaccio;
  • striature rosse che si diffondono oltre la parte distorta.

Se è necessario il ricovero al pronto soccorso, il medico controllerà con la palpazione e con un esame visivo la situazione delle ossa, dei nervi e delle arterie della caviglia, ma anche del ginocchio, e tenterà di spostare il piede per capire quale area è coinvolta. Se sospetta una frattura, bisognerà sottoporsi ai raggi-X, risonanza magnetica nucleare o ad una scansione TC. Nel caso in cui il dolore fosse insopportabile è possibile prendere degli antidolorifici, ed il medico potrebbe assegnare del naproxene per ridurre il gonfiore. Nei casi di frattura possono essere prescritti farmaci anti-infiammatori ed in alcuni casi può essere necessaria l’ingessatura o il bendaggio.

Per quanto riguarda i tempi di recupero, di solito dopo circa una settimana il dolore è quasi sparito, la caviglia si è sgonfiata e provoca ancora un po’ di disagio, ma si può riprendere a camminare con la dovuta cautela. In un paio di settimane il recupero è completo, ma prima di riprendere a fare attività fisica è meglio consultare il medico, specialmente se la lesione era grave, perché ci sarà bisogno di un percorso graduale di riabilitazione.

Via | emedicinehealth; ambrosiafitness
Foto | Flickr; Glen Bowman; Alex France

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