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Lo stress dei tempi moderni

Postato il 24 settembre 2013 Autore in Benessere | Nessun Commento per ora

L’estate è ormai passata. E per molti è un felice ricordo. Eppure bisogna considerare che l’estate oltre che al periodo di “stacco dal lavoro”, è anche la stagione in cui il nostro corpo è complessivamente più “esposto”: più esposto alla luce, all’attività fisica, all’incontro con gli altri e, più in generale, alla pienezza del vivere.
Ma nel mese del rientro l’organismo ha bisogno di essere ricaricato.
Insonnia, nervosismo e spossatezza eccessiva sono i sintomi della sindrome da stress d rientro. Il più delle volte è dovuta al repentino cambiamento delle abitudini. Oggi insieme alla Psichiatra Cristina Toni dell’istituto di Scienze del Comportamento De Lisio, Pisa e del Centro Medico Visconti di Modrone, Milano, parliamo non solo dello stress da rientro, ma di quello che ci colpisce 365 giorni l’anno.

Lo “stress dei tempi moderni” è un luogo comune riferibile a molteplici situazioni, dagli impegni scolastici ed extrascolastici per i giovani, ai ritmi lavorativi sempre più incalzanti, al bisogno incoercibile di tenersi al passo quanto a moda, modelli estetici e tecnologie, fino addirittura alle vacanze.

In ogni caso è l’incapacità di adattamento dell’organismo rispetto all’aumento o al variare delle stimolazioni esterne a rendere ragione di uno stato di malessere diffuso. Come ogni sistema biologico, il corpo umano tende a porsi in equilibrio con il mondo esterno e ad abituarsi a determinati ritmi. Nel momento in cui sopraggiungono fattori che alterano questo equilibrio, come un aumento delle richieste o un repentino cambiamento delle abitudini, il corpo esprime il suo disagio perché non è in grado di adattarsi in tempi rapidi. E quindi, sia agli inizi di una vacanza che al rientro al lavoro, possono insorgere sintomi fastidiosi, quali stanchezza, faticabilità, sensazione di torpore, calo dell’attenzione, cefalea, dolori diffusi, insonnia, difficoltà a digerire, labilità emotiva, nervosismo.

Ovviamente, queste condizioni non sono tali da configurare un vero e proprio disturbo, come la depressione o i disturbi dell’adattamento o da stress post-traumatico, e quindi non necessitano di trattamenti particolari. Nel giro di pochi giorni il disagio tende ad esaurirsi, una volta che il corpo si è adattato alle nuove condizioni.  Non tutti i soggetti si mostrano ugualmente sensibili al cambiamento di abitudini; alcuni, infatti, sono più pronti a fronteggiare lo stress grazie ad una maggiore capacità di adattamento e di superamento delle difficoltà, indicata come resilienza. Le personalità con minore resilienza sono quelle tendenzialmente più abitudinarie e meno flessibili.

Per contenere il rischio di stress da inizio o fine vacanza, in particolare le persone che riconoscono di avere un temperamento poco incline ad adattarsi ai cambiamenti dovrebbero, nei giorni immediatamente precedenti, prepararsi alle variazioni di abitudini. In particolare, può essere utile:

1)       prima della vacanza, rallentare il ritmo lavorativo per non immergersi da una condizione di iperaffaccendamento in una di assoluta inattività;

2)       negli ultimi giorni di vacanza, quando possibile, riorganizzare mentalmente un piano di lavoro e gradualmente riabituarsi agli orari che si dovranno sostenere, evitando, se ci si è allontanati dal luogo di residenza, di rientrare proprio il giorno prima di riprendere il lavoro;

3)       organizzare per l’autunno e l’inverno attività fisica o di svago in genere, in modo da non avere la sensazione che con la vacanza termini ogni possibilità di soddisfazione extra-lavorativa.

Al di là di queste strategie comportamentali, e in considerazione del periodo di crisi economica che stiamo attraversando, sarà utile anche cercare di riorganizzare il proprio assetto di pensieri, riflettendo sulla preziosità del lavoro che ci si accinge a riprendere, fonte di fatiche, ma sicuramente anche strumento fondamentale per garantire una adeguata qualità di vita.

Silvia Trevaini

Videonews

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