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Pediatria: debutto alla materna per 550 mila bimbi, in crisi 1 su 5

Postato il 7 settembre 2011 Autore in Benessere | Nessun Commento per ora

Roma, 7 set. (Adnkronos Salute) – Grembiulini stirati e zainetto con la merenda: il primo giorno di scuola materna si avvicina “per 550 mila bimbi italiani, da due anni e mezzo ai tre anni e mezzo. E possiamo stimare che la novità manderà in crisi un piccolo su cinque”. A prevedere pianti, nervosismo, irritabilità, sonno disturbato e ‘scioperi della fame’ è il pediatra di Milano Italo Farnetani, che assicura all’Adnkronos Salute: “I problemi di adattamento saranno più comuni fra i 300 mila che non sono mai andati al nido”.
In questo gruppo, infatti, circa il 30% andrà in crisi a causa della “piccola rivoluzione. Mentre fra i 250 mila che sono andati al nido l’anno scorso, solo il 10% incontrerà qualche difficoltà di adattamento”, prevede il pediatra, autore del libro ‘Da 0 a tre anni’ (Mondadori, giunto alla X edizione). “Insomma, in totale 115 mila bimbi avranno qualche disturbo da adattamento, e i figli di genitori separati sono due volte più a rischio”, prosegue il pediatra.
Ma quali sono i problemi più diffusi fra i babydebuttanti? “Quasi tutti saranno più irritabili: crisi di pianto, spesso al momento di salutare mamma e papà, saranno piuttosto frequenti i primi giorni, insieme a un certo nervosismo che potrebbe portare i maschi a un atteggiamento aggressivo, con qualche strattone e lancio di oggetti. Abbastanza prevedibile anche una certa riduzione dell’appetito, fino ad arrivare a una sorta di sciopero della fame, con il bambino che si rifiuta di mangiare a scuola proprio per protesta”, spiega.
Ci sono poi i piccoli che sperimentano una sorta di regressione “tornando a fare la pipì e la pupù addosso. E altri che adottano questa strategia quasi per dispetto, sperando in questo modo di imporre la propria volontà. Ma per fortuna si tratta di un problema più raro rispetto agli altri”, dice Farnetani. Più diffuse, invece, le difficoltà col sonno. “Se il bimbo si sveglia in piena notte urlando per gli incubi o ha crisi di pianto al mattino, allora è bene riferirlo al pediatra. Mentre se non si addormenta subito la sera – spiega – si tratta di normale nervosismo legato al grande cambiamento, che non deve allarmare troppo”.
I disturbi del sonno più gravi, comunque, riguarderanno “non più dell’1% dei bimbi alle prese con l’inizio della materna”. Altro problema poco frequente ma presente “è il vomito dello scolaro. Un disturbo che di solito colpisce i bimbi che soffrono di mal d’auto e che hanno una certa tendenza a vomitare”. Se evitare del tutto ogni problema è praticamente una missione impossibile, specie per genitori dei bimbi più ansiosi, secondo il pediatra “esistono strategie utili a minimizzare i disturbi e ad aiutare il bambino ad adattarsi alla novità”.
Si può pensare che abbiamo sofferto tutti andando a scuola, e dunque è normale che anche i nostro figli lo facciano, “ma io – dice Farnetani – sono convinto che i bambini non crescano soffrendo. E’ fondamentale dunque assicurare loro una continuità tra la scuola materna e il suo ambiente, che comunque è gioioso e utile per lo sviluppo dei piccoli, e la casa”. (
In che modo comportarsi? Farnetani raccomanda ai genitori “di accompagnare insieme il bimbo a scuola, almeno per le prime settimane. Di parlargli del cambiamento, delle novità e di rassicurarlo molto fin da ora, perché a tre anni un bambino capisce tutto, e percepisce anche il nervosismo dei genitori”. In più “sono fortemente raccomandate dosi extra di coccole, e si può anche ricorrere al ‘trucco’ del telefonino nello zainetto: il bimbo sa che dentro c’è la voce di mamma e che la maestra può chiamarla in caso di bisogno”.
E ancora: “Prendiamoli per la gola. Per spingere a mangiare i piccoli inappetenti o quelli che ‘scioperano per protesta’, almeno a settembre il nutrizionista dovrebbe fare un passo indietro. Sarebbe opportuno proporre a mensa cibi sani, ma anche golosi: come la pizza, le patate fritte con olio d’oliva e la cioccolata a merenda”. Tutti alimenti che incontrano il gradimento dei baby-debuttanti.
Quanto al sonno, il pediatra suggerisce di evitare di mandare a letto il bambino troppo presto, se si vede che fatica ad addormentarsi. Meglio concedergli un po’ di tempo dopo cena in attività rilassanti, come un gioco da tavolo con mamma e papà o la lettura di una fiaba. Si tratta di sistemi utili a rilassare il bimbo e ad aiutarlo a capire che, con l’inizio della materna, tutto cambia ma le cose importanti restano. “I disturbi da adattamento dureranno in media una o due settimane – prevede Farnetani – mentre se proseguono oltre un mese, è bene avvertire il medico. Infine no al grembiulino, almeno i primi giorni di scuola: è una divisa che aumenta il distacco casa-scuola. E’ importante, invece, dare ai bimbi segnali di continuità”, conclude.

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