© 2011 Benessere.me

Pediatria: la proposta, in classe il 1 ottobre contro stress da caldo e da rientro

Postato il 12 settembre 2011 Autore in Benessere | Nessun Commento per ora

Roma, 12 set. (Adnkronos Salute) – Temperature estive e classi ‘bollenti’ per i quasi 8 milioni di alunni alle prese con il ritorno fra i banchi. “Ormai è qualche anno che a settembre le temperature sono ancora estive: oggi a Milano la massima sarà di 29 gradi, con 31 gradi a Bologna e 30 gradi a Firenze e Roma. Questo vuol dire che i ragazzi dovranno affrontare lo stress da caldo, oltre a quello da rientro. Per questo motivo sono convinto che sarebbe meglio posticipare il primo giorno di scuola fino al 1 ottobre, come si faceva nel dopoguerra”. Parola del pediatra di Milano, Italo Farnetani, che dalla sua snocciola temperature e previsioni del tempo.
“In tutta Italia nei prossimi giorni si prevedono temperature in aumento. Questo vuol dire che l’organismo dei bambini dovrà termoregolarsi continuamente, con perdita di sudore, sete e irritazioni della pelle che andranno a sommarsi al malessere tipico della ripresa delle lezioni. I bambini, infatti, sono molto metodici e abitudinari, e impiegano qualche tempo a riadattarsi ai nuovi ritmi. Un’impresa complicata dal caldo estivo tipico di questi giorni”, assicura Farnetani all’Adnkronos Salute.
La soluzione è semplice: secondo il pediatra “sarebbe bene tornare al passato. Se all’inizio del ’900 la scuola cominciava il 15 ottobre, nella seconda metà del secolo scorso si era passati al 1 ottobre. Penso che questo sia il momento migliore per i ragazzi: le temperature sono più fresche e il loro organismo farebbe i conti solo con la fase di ‘rodaggio’ tipica del cambio di orario e abitudini”.
Per evitare che i ragazzi perdano giorni di scuola, lo slittamento dovrebbe “essere abbinato all’abolizione dei ponti e a una riduzione delle vacanze di Natale – propone Farnetani – Oltretutto i ponti sono dannosi per i bambini: alterano la settimana e, dopo, si fatica di più a riprendere le lezioni. Stesso dicasi per le vacanze natalizie troppo lunghe”.
Insomma, rinviando l’inizio della scuola “si potrebbe disegnare un ritmo di frequenza scolastica più a misura di bambino. E sicuramente anche la resa degli alunni ne gioverebbe”.

Continua a leggere su: Adnkronos – Benessere

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>