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Perchè alle donne i partner impossibili piacciono di più?

Postato il 1 dicembre 2011 Autore in Benessere | Nessun Commento per ora

infedelta e tradimento 2 Perchè alle donne i partner impossibili piacciono di più?

Perchè i partner inaffidabili ci affascinano di più? Che cosa scatta nelle nostre testoline e testolone quando respingiamo dei bravi ragazzi affettuosi e disponibili anche a costruire qualcosa con noi per andare a scegliere come oggetto della nostra fantasia amorosa chi non ci vuole, chi non ci desidera, chi non ci ama ?

Le storie difficili, impossibili, danno ampio spazio alla nostra fantasia, gli appuntamenti rimandati all’ultimo momento senza un spiegazione, le notti in bianco passate a decifrare una singola frase, la trepida attesa di una telefonata che non arriva mai, infonde in noi si lo strazio, ma è anche vero che senza l’ abisso di dolore non ci possono essere nemmeno le vette della gioia e questa altalena di emozioni contrastanti e intense ci fa sentire vive, il contrasto tra il nero e il bianco è sempre più evidente, il grigio non fa parte della nostra scala di colore.

Le relazioni impossibili sono affascinanti proprio perché si basano su una sfida inconscia, quello di riuscire a far innamorare, conquistare o salvare l’altro, si lo spirito da crocerossina represso possiamo applicarlo su uomini che riteniamo hanno difficoltà affettive solo ed esclusivamente perché non hanno incontrato noi, non sono stati amati nel giusto modo. Scambiamo personaggi taciturni e introversi, in persone con una quantità di cose che non riescono ad esternare, non considerando che in realtà potrebbero non avere proprio niente da dire, ma preferiamo immaginare e sognare che non è così.

Non a caso questo tipo di relazioni sono vissute come delle vere passioni, con istinti sessuali mai avuti prima, perché ogni volta potrebbe essere l’ultima, perché ogni incontro è rubato, perché i pochi gesti affettuosi che si ricevono vengono esaltati proprio per la loro rarità, idealizzati e ricordati come unici e indimenticabili quando vengono confrontati con quelli brutti, idealizzati…..come gli uomini che li compiono del resto.

Nel play boy vediamo un uomo che non ha ancora incontrato la persona giusta (noi), nell’irresponsabile  qualcuno che non è stato incoraggiato, e solo grazie a noi potrà iniziare a credere in se stesso,  nell’uomo sposato vediamo colui da salvare da una moglie cattiva che non lo capisce, queste vette da scalare e raggiungere infondono in noi  suspence ed eccitazione, cosa che manca nelle relazioni tranquille, reali, possibili….perché lui ci ama, lui è con noi, perché nella vita di tutti i giorni alla fine risultiamo tutti banali…. “normali”

La tranquillità e la serenità di una persona che sappiamo “nostra” che telefona quando dice che avrebbe chiamato, che mantiene le sue promesse, abbiamo la certezza ci sarà nel momento del bisogno, la scambiamo spesso per noia, routine, non diamo la giusta importanza, in fondo nessuno apprezza di essere sano prima di essere stato ammalato.

Spesso si segue l’istinto, questa potente spinta fa si che siano così coinvolgenti e sconvolgenti, l’altra persona rappresenta per noi l’occasione per sanare alcune nostre ferite emotive, per avere un riscatto morale sul passato, ma spesso seguire queste emozioni a pelle può portarci a scelte distruttive, a perdersi con persone che si beeranno del nostro amore, ma non ci ameranno, ci porteranno a mendicare una carezza, una parola, un gesto di amore.

Rincorrere quello che non possiamo avere, si ci farà vivere momenti di brivido, emozioni fortissime, ma ci farà perdere di vista la “normalità” di un rapporto vero, profondo….basato sulla stima e sul rispetto reciproco, sulla sicurezza di un qualcosa che potrebbe essere per sempre.

Forse una passione così nella vita andrebbe vissuta, ma dobbiamo ricordare che non passerà indenne,  che alla fine ci sarà un conto salato da pagare e forse dopo, sapremo apprezzare proprio lui “ il bravo ragazzo della porta accanto” che ci sembrava così scontato e patetico, che forse sarà ancora lì quando busseremo alla sua porta trascinandoci dietro quel che resta di noi.

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