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Quelle importanti informazioni sui farmaci che vengono nascoste

Postato il 7 gennaio 2012 Autore in Benessere | Nessun Commento per ora

Il prestigioso BMJ denuncia il malcostume di alcune case farmaceutiche che farebbero omettere importanti informazioni relative a studi clinici sui farmaci

A rimetterci, come sempre, sono i cittadini. A guadagnarci, in questo caso, sono alcune case farmaceutiche che non si fanno scrupolo di far nascondere ai ricercatori importanti dati riguardanti gli studi clinici condotti sui nuovi farmaci. Un problema che non riguarda solo una mera questione di denaro ma che mette in ballo anche la sicurezza e la salute di chi potrebbe utilizzare certi farmaci.

Il British Medical Journal ha pubblicato un articolo in cui si mostra preoccupazione per la possibilità che le case farmaceutiche possano commercializzare prodotti nei cui test sono stati intenzionalmente omessi dati importanti.
Le reazioni all’articolo non si sono fatte attendere. Di parere unanime sono per esempio Richard Lehman della Oxford University ed Elizabeth Loder del BMJ, i due scienziati infatti concordano sulla necessità di avere più controlli e una regolamentazione maggiormente efficace affinché non accadano fatti di questo genere.

Oltre a una regolamentazione gli scienziati chiedono che possa essere messa la parola fine a quella che hanno definito la «cultura della pubblicazione casuale e della divulgazione incompleta dei dati».
Da detonatore dello “scandalo” ha fatto uno studio dell’Università di Yale (Usa) in cui è stato evidenziato come meno della metà tra 635 studi trial, finanziati dai Sistemi Sanitari Nazionali siano stati pubblicati in una rivista medica peer-reviewed entro 30 mesi dal completamento dello studio trial stesso.

La pubblicazione peer-reviewed è molto importante; difatti, come fa notare il coordinatore dello studio, dottor Joesph Ross: «Medici e politici in genere dipendono dalle pubblicazioni peer-reviewed per conoscere i risultati degli studi clinici. Numerose ricerche hanno tuttavia dimostrato che i risultati degli studi spesso non vengono condivisi pubblicamente in modo tempestivo».
Un problema serio che va dunque affrontato con mezzi altrettanto severi, a vantaggio della sicurezza di tutti: cittadini e medici.
[lm&sdp]

Foto: ©photoxpress.com/Keith Frith

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