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Sanita’: in Italia solo 1% budget spesa investito in Ict

Postato il 18 luglio 2011 Autore in Benessere | Nessun Commento per ora

Roma, 18 lug. (Adnkronos Salute) – In Italia, nel settore della sanità, si spendono complessivamente 920 milioni di euro all’anno per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Soltanto l’1% circa del budget di spesa totale. Una somma relativamente modesta, se rapportata agli standard europei. E’ quanto emerge dalla ricerca realizzata dall’Osservatorio Ict in Sanità del Politecnico di Milano – e pubblicata sul sito web della Federazione nazionale degli Ordini dei medici – che ha coinvolto un campione di direttori generali amministrativi e sanitari di 176 strutture sanitarie pubbliche e private su tutto il territorio nazionale, tra Asl, aziende ospedaliere, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e ospedali privati. Analizzando lo studio, si nota che la portata degli investimenti in Ict (Information and communication technology in sanità) varia a seconda delle diverse aree del Paese. Il Nord Est spende il 25% del totale, il Nord Ovest il 39%, il Sud e le Isole il 19% e il Centro il 17%. Questo significa che al Nord la spesa Ict pro capite è in media di 21 euro, contro i 9 euro circa per abitante di Sud e Isole. Il dato risulta ancora più polarizzato a vantaggio del Nord, se si distinguono le strutture sanitarie ad alto budget Ict (più di 2 milioni e mezzo di euro all’anno) concentrate nell’83% dei casi nel Nord Italia, da quelle a basso budget (meno di un milione di euro annui) che invece sono situate nel 36% dei casi al Sud e nelle Isole. Grandi differenze anche tra le diverse tipologie di strutture: le Asl assorbono il 48% della spesa totale, le aziende ospedaliere il 31%, gli ospedali privati il 15% e gli Irccs solo il 6%. Esclusa quest’ultima voce, numericamente ridotta, salta agli occhi il maggior sforzo compiuto dalle strutture pubbliche rispetto a quello delle realtà private. La ricerca indica anche in quali ambiti viene utilizzata l’Ict e in quali sarà soggetta a sviluppo nel futuro. Sono considerati ambiti “consolidati” la gestione delle risorse umane e i sistemi di business intelligence, dove si sono già raggiunti alti livelli di maturità e dunque non si prevedono per il futuro ulteriori investimenti rilevanti. Sono invece ambiti “strategici”, con alta maturità e per cui sono previsti ulteriori investimenti nei prossimi tre anni, la cartella clinica elettronica (Cce), la gestione amministrativa e i sistemi di integrazione con il fascicolo sanitario elettronico. La gestione informatizzata dei farmaci e il supporto alla relazione con il paziente sono invece indicati come ambiti “emergenti”: non hanno ancora raggiunto un notevole sviluppo ma si prevedono elevati investimenti per il futuro. Ancora marginali, e dunque non oggetto di investimenti nel breve periodo, i sistemi di clinical governance, la medicina sul territorio e la fatturazione elettronica. Tra le difficoltà dello sviluppo dell’Ict in Italia, la ricerca mette in evidenza soprattutto la frammentazione del sistema decisionale. “Capita spesso – scrivono gli autori – che un’innovazione possibile non trovi applicazione a causa della mancanza di un ‘autore’ che dal punto di vista organizzativo prenda l’iniziativa, assumendosi oneri e responsabilità”.

Adnkronos – Benessere

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